Il vino alchemico

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L’alchimia nel vino: una trasmutazione naturale

Giorgio Mercandelli è un produttore vinicolo unico nel suo genere. È un uomo che ama la natura, a tal punto da aver deciso di avvantaggiarsi dell’alchimia vitale della sua terra, l’Oltrepo Pavese. Nei suoi frutti, secondo lui, è custodita la memoria storica del terreno. Infatti, da diversi anni, Mercandelli produce – precisamente a Canneto Pavese – vini molto singolari, nella sua azienda vitivinicola di nome Riluce: nei suoi 10 ettari di terreno non coltiva semplicemente le vigne antiche di cui dispone, ma compie una magia, una trasformazione: sfrutta il cosiddetto metodo biotico, vale a dire una modalità alchemica con cui si prende cura delle vigne e che gli permette di produrre vini unici per forma ed aspetto.

Per fare questo dispone delle sue mani, del suo amore per la viticoltura e di due vitigni, il Barbera ed il Riesling italico. Mercandelli coltiva i suoi vigneti senza usare i metodi classici, dunque senza adoperare potature, concimi, sostanze chimiche e addirittura biologiche: così facendo, si permette alla natura di compiere il suo corso durante tutto il processo produttivo, fino all’arrivo del prodotto in cantina. Qui i raspi sono messi a macerare per un lungo periodo, per poi fermentare per moltissimo tempo, sino a che il vino prende forma ed estrae gli odori ed i sapori del territorio.

Il liquido finale è dunque memoria della pianta, del terreno, oltre ad essere testimone di un’intensità, un carattere, un’essenza materiale, il cui sapore non perplime, ma fa sì che la natura vinca sul palato dell’assaggiatore. È molto interessante anche la conservabilità di questo vino biotico: non si altera, nonostante il contatto prolungato con aria e luce, anzi può solo migliorare. Questa centralità della natura, questo riguardo per i frutti e per le sue trasformazioni alchemiche è essenziale nel pensiero e nell’agire di Giorgio Mercandelli, che punta sull’armonia delle relazioni: pertanto, il viticoltore/produttore si pone come custode di questo equilibrio.

Il rapporto tra natura, terra e pianta è diretto, senza interposizioni del viticoltore, che non opera scelte di produzione, ma fa sì che il prodotto si sviluppi secondo la sua massima potenzialità naturale. Mercandelli segue semplicemente l’evoluzione ambientale, alla stregua di un chimico o un biologo, ponendo la sua attenzione sulla luce, sull’aria e sulle stagioni.


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