Da dove comincio?

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Leggere ed interpretare l’etichetta di un vino

Seppur minimale e criptata, l’etichetta di un vino può darci degli input per capire la qualità del prodotto. Come una carta d’identità di una persona che ne descrive il nome, la provenienza ed alcuni caratteri fisici, ma non di certo il carattere del soggetto, l’etichetta funziona allo stesso modo. Le prime testimonianze risalgono all’epoca dei Fenici, Greci e Romani che utilizzavano un piccolo sigillo per marcare le anfore. Nel medioevo si utilizzavano invece delle placche che potevano essere di osso, avorio, madreperla ed altri materiali, appese con catenelle con inciso il nome del prodotto. Le prime etichette di carta invece furono create dai produttori di Champagne intorno al 1750.

Con il regolamento CE 607/2009 l’etichetta deve riportare alcune indicazioni obbligatorie: in primis la categoria del prodotto, quindi specificare se si tratta di vino, vino spumante, vino liquoroso, ecc.; deve specificare se rientra nel disciplinare DOC, DOCG o IGT qualora ne facesse parte; dichiarare l’annata delle uve qualora ne facessero parte almeno l’85% della stessa annata (solo per le DOC e DOCG); deve indicare il titolo alcolometrico come l’origine e la provenienza, i riferimenti all’imbottigliatore ed eventuale importatore;
deve specificare il tenore zuccherino qualora fosse uno spumante e indicare la quantità del recipiente come anche illotto di confezionamento e infine deve specificare l’indicazione relativa alla presenza di allergeni.

Detto questo,  come faccio a capire se ci troviamo in presenza di un vino di qualità leggendo solo quel triangolino di carta? Come dicevo prima, possono essere solo degli input: se ci trovassimo davanti ad uno scaffale di Chianti Classico DOCG con prezzi differenti tra loro, capire la differenza tra loro potrebbe mandarci nel pallone: la denominazione è la stessa, il titolo alcolometrico è simile… La cosa che qui può fare la differenza sono le informazioni aggiuntive lasciate dal produttore sul metodo di vinificazione, maturazione e/o affinamento del prodotto. Per qualcuno più esperto possono essere utili anche le informazioni sulla zona di origine dell’azienda.

Per concludere vi rimando alle prime righe dell’articolo dove ho scritto che l’etichetta può dare degli input criptati che in base al vostro grado di esperienza possono risultare delle informazioni utili. Certo che se un Valpolicella DOC rosso ha 11% di titolo alcolmetrico, io due domande me le farei!


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